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Articoli filtrati per data: Marzo 2013

ENZO BIANCO

SINDACO DI CATANIA

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Articoli filtrati per data: Marzo 2013
Domenica, 31 Marzo 2013 00:00

La Sicilia, intervista Bianco del 31/3/2013

«Come rimettere in moto l'economia e il lavoro è uno dei punti fondamentali del mio programma». Parla così il candidato sindaco di centrosinistra Enzo Bianco che presenta una ricetta per uscire fuori dalle secche economiche e allo stesso tempo mettere in sicurezza la città dal rischio sismico. «Ci vuole un evento speciale per drenare risorse in favore la città - aggiunge -. E io so come fare. Torino ha avuto le Olimpiadi, Milano ha l'Expo, Catania, invece, deve trasformare un grande rischio in una grande opportunità».
Per grande rischio lei intende ovviamente quello sismico?
«Catania e il distretto della Sicilia orientale è l'area col più grande rischio sismico d'Italia. Io l'intuizione la ebbi già nel 2000, quando, da ministro agli Interni e alla Protezione civile, utilizzai per la prima volta i fondi di Protezione non per ricostruire, ma per l'attenuazione del rischio sismico. Feci una ordinanza e la donai alla mia città. In sostanza nella ordinanza stanziai allora, per l'area orientale, 118,8 milioni di euro per il consolidamento degli edifici, ma di questi fondi ne sono stati impegnati solo 64,4 ed effettivamente erogati solo 28milioni749mila euro. 54 milioni sono stati restituiti. Una vergogna... Ho anche la graduatoria di tutti i Comuni. Faccio un esempio: Aci Bonaccorsi: domande presentate 18, ditte effettivamente finanziate zero. Adrano zero finanziamenti, anche ad Aci S. Antonio zero finanziamenti».
Questi fondi sono ancora utilizzabili?
«Anche su mio interessamento la Presidenza del Consiglio, proprio il 20 febbraio di quest'anno ha emanato una nuova ordinanza con cui queste risorse e altre nuove rsono state messe nuovamente a disposizione, consentendo anche di potere demolire degli edifici non recuperabili e ricostruirli in altre zone della città. E tutto questo senza attendere il nuovo Piano regolatore».
Ma i fondi di cui lei parla sono sufficienti per una operazione così vasta di messa in sicurezza?
«Ovviamente no. Ma bisogna che Catania batta i pugni sul tavolo a livello nazionale e regionale. Noi dobbiamo puntare a una legge speciale per tutto il distretto sud orientale per far sì che l'area a più alto rischio sismico sia consolidata».
Secondo lei cosa bisogna fare?
«Inanzittutto bisogna intervenire sugli edifici pubblici, a partire da quelli che dovrebbero gestire il rischio sismico. A Catania il primo che crollerebbe è quello che ospita la Prefettura. Il secondo la Questura. Poi bisognerebbe intervenire sugli ospedali, sulle scuole, ma soprattutto quello a cui penso è un gigantesco intervento sul privato, con incentivazione nell'ordine del 60% per chi fa interventi di riduzione del rischio sismico».
Quali sono le aree della città più a rischio?
«I quartieri costruiti tra gli anni '60 e '70, per intenderci le zione di viale Vittorio Veneto, via Padova, viale Ionio... Oggi c'è però la tecnologia per fare interventi in questi palazzi. Si tratta di intervenire segando una porzione di colonna di cemento armato per metterci dentro una molla. E' la stessa tecnologia con cui in Giappone hanno recuperato molti edifici. La mia ordinanza, quando ero ministro, ha permesso anche di intervenire su alcuni edifici a Catania, come il Palazzo del Toscano. Mentre si fanno questi interventi io sarei per dare un incentivo anche a chi intende migliorare la città dal punto di vista del risparmio energetico».
Questa operazione farebbe ripartire l'edilizia e l'economia.
«Se oggi si investono mille euro nell'edilizia per costruire una casa si impegna una persona, ma se io investo mille euro per il rischio sismico dò lavoro a tre persone, tra artigiani, professionisti e piccole imprese. Una operazione formidabile che rimetterebbe in moto l'economia oltre a salvaguardare i cittadini. Io conto di andare dal presidente Crocetta, con i sindaci della fascia orientale, per chiedere una legge speciale».
Parlando di lavoro non si può non parlare dei temi urbanistici ancora fermi in Consiglio: Prg, Prp, Pua, Put. Lei che idea si è fatta?
«Credo che in questo momento ci sono In Consiglio vicende aperte sul piano urbanistico e il tempo della discussione a un certo momento deve finire. La mia sensazione è però che tutto insieme, negli ultimi 30 giorni di consiliatura, non riuscirà a passare. Mi sembra, sostanzialmente, che siamo alla propaganda elettorale e non altro. In particolare, per quanto riguarda il Pua, la mia posizione è chiara. E' sotto la mia amministrazione che nasce il patto territoriale Catania sud e il Pua della Plaia. Quello che poi è stato effettivamente presentato, però, era diverso dall'idea originaria che noi avevamo e la cubatura è cresciuta notevolmente. Naturalmente non abbiamo bisogno di edificazione selvaggia. Quindi se il nuovo progetto si avvicina all'idea iniziale sono favorevole, ma se ci sono stravolgimenti in termini di incremento di cubatura il mio giudizio cambia e bisogna riportare il progetto all'idea originaria. I consiglieri comunali che mi sono vicini hanno esattamente questa impostazione. Loro verificheranno come stanno le cose. Stesso discorso vale per gli altri temi urbanistici come corso Martiri della Libertà. Sono d'accordo affinché venga sanata questa ferita lunga oltre 50 anni, ma sono in disaccordo con la cubatura che è stata riconosciuta, perché è quattro volte superiore a quella di cui parlava la mia amministrazione».
Nel caso in cui lei diventi sindaco rivedrà l'accordo?
«Sono convinto che la cubatura che è stata riconosciuta sia obiettivamente eccessiva e bisogni rivedere il progetto, migliorandolo in termini di fruizione del bene pubblico e rinegoziandolo con i privati. In città, come ho detto, non c'è certo bisogno di altra cubatura».
Il Prg dovrebbe andare in aula dopo il 10 aprile...
«Anche in questo caso la mia idea è questa: in linea di massima il lavoro fatto è vicino allo schema che aveva fatto la mia amministrazione. Hanno però fatto crescere un po' troppo le aree risorsa. Anche qui, quindi, bisognerà rivedere la cubatura. Il problema cardine è che quello che si sta per approvare, o che approveremo con le modifiche necessarie, non è il Piano regolatore della città metropolitana, ma il piano di zona di Catania senza una visione metropolitana. Ad esempio il liceo classico più a nord della città è il Cutelli in via Firenze. E' immaginabile che dal Cutelli in su non ci sia un liceo classico? La città non può richiamare traffico per accompagnare i ragazzi sino in via Firenze... Altro esempio il canale di gronda: si fa il canale principale, ma non gli allacci. Quindi la prima cosa importante che ho chiesto al presidente Crocetta è quella di fare partire le città metropolitane: io immagino che Catania sia governata dai sindaci dei paesi che la compongono. Saranno loro a fare il Prg della Catania metropolitana, quello vero».

Pubblicato in Rassegna Stampa
Venerdì, 29 Marzo 2013 00:00

Rei tv: Salvo Cutuli intervista Enzo Bianco

Il candidato sindaco di Catania parla a tutto campo dei progetti per rilanciare Catania, a cominciare da un grande patto per il lavoro e lo sviluppo, che, come nel passato, faccia rifiorire la città nonostante la crisi

Pubblicato in Video
Domenica, 24 Marzo 2013 00:00

La Sicilia, intervista Bianco del 24/3/2013

La filosofia di Enzo Bianco, candidato sindaco per il Centrosinistra e quindi la sua «ricetta» per la Catania del futuro, è un mix di concretezza e slancio. «Sognare mi piace, anche ad occhi aperti - avverte - ma sogno sempre cose che si possono realizzare». Come quando bianco «sogna» una Catania che si ripopola, dopo lo stillicidio che ha visto passare la città da 430mila residenti nel 1995 ai 290mila del 2011.
Una città che si ripopola anche grazie al sapere e alle risorse dei giovani - catanesi e non - che frequentano il nostro Ateneo che «con il nuovo rettore - dice - vuole puntare in alto».
Per loro, per Catania, ma anche per rivitalizzare una parte storica della città, enzo bianco propone di utilizzare i 330mila metri quadrati del più antico nosocomio della città per trasformarlo nel «Campus Montevergine».
Una idea non inedita nel fervore di proposte che riguardano l'area del vecchio Vittorio Emanuele che nel 2014 dovrebbe essere svuotato appena il nuovo San Marco a Librino diverrà operativo. Sul futuro dell'area dello storico nosocomio negli ultimi anni si è parlato a lungo suggerendo di farne un grande parco urbano, o un presidio sanitario leggero legato al quartiere o un'area comunque destinata alle esigenze degli universitari.
Lo stesso arch. Giancarlo De Carlo, autore del restauro del Monastero dei Benedettini, ora sede della facoltà di Lettere - ricorda lo stesso enzo bianco - «ne parlò, sottolineando la contiguità naturale dell'ex monastero all'area dell'attuale ospedale».
Ma ora l'ex senatore bianco va oltre, proponendo di utilizzare l'area del Vittorio Emanuele, senza stravolgerla, per farne un campus, «sicuramente il più grande dell'Italia meridionale, forse uno dei più grandi d'Italia». Senza abbattere i fabbricati esistenti, senza pesare sulle casse pubbliche.
«I padiglioni del nosocomio - spiega il candidato sindaco - potrebbero, con una ristrutturazione leggera, essere adibiti ad accogliere gli studenti, offrendo diverse tipologie di sistemazione, dal posto letto, alla cameretta all'appartamentino. Per realizzare il campus, che può essere gestito da un consorzio, ci affideremo a un project financing; il progetto si rifinanzierà da solo offrendo le diverse soluzione abitative agli studenti a metà degli esosi prezzi di mercato, sottraendo così tanti giovani a sistemazioni precarie e accordi in nero».
Non solo residenze nel «Campus Montevergine», questo il nome scelto per via del sito, la collina di Montevergine, dove insiste tutto il "blocco" dei Benedettini. «Penso a tutto ciò che possa favorire il diritto allo studio da aule studio, biblioteca, mensa, ma anche punti di aggregazione come palestra e bar ristorante».
Non solo alla popolazione universitaria catanese, forte di 60mila studenti di cui 45mila fuorisede è destinato il «concreto sogno» di enzo bianco che guarda anche a un nuovo «posizionamento» di Catania nel Mediterraneo.
«Penso che 100-200 dei posti letto possano essere riservati a studenti provenienti dall'area del Mediterraneo. In questo senso ho già preso contatti con l'Università del Mediterraneo cui aderiscono 62 atenei di varie nazioni che si affacciano sul mare nostrum. Ci sono già sedi al Cairo, in Marocco e in Turchia e sarebbe significativo, credo, che anche la nostra città possa posizionarsi come polo accogliente e ospitale per studenti stranieri che decidano di formarsi a Catania».
Impatto zero infine, secondo l'esponente del Pd per l'Antico corso che anzi «se ne avvantaggerebbe perchè i giovani cambieranno il volto del quartiere, dove cresceranno tante piccole attività commerciali dedicate. Senza contare che potrebbero finalmente vivificarsi alcuni percorsi turistici e culturali, valorizzando i tesori architettonici della zona, come il Bastione del Tindaro. Anzi, il campus Montevergine impedirà che l'area del nosocomio, svuotata dalla sua funzione, cada nel degrado».

Pubblicato in Rassegna Stampa

Il candidato sindaco plaude all’idea “finalmente concretizzata dal presidente Crocetta e da chi lo appoggia” e rassicura i dipendenti, “nessuna smobilitazione”

Catania, 21 marzo 2013 – “Una Sicilia all’avanguardia che taglia i costi della politica e si libera degli orpelli inutili”. Così Enzo Bianco ha commentato il sì definitivo di un’Ars “in cui, finalmente,  si respira un’aria nuova” all’eliminazione delle Province. Bianco ha ricordato di essersi battuto, da relatore della Carta delle Autonomie nell’ultima legislatura del Senato, per la trasformazione in tutt’Italia delle province in liberi consorzi di Comuni,  linea precedentemente sostenuta anche come sindaco di Catania e presidente nazionale dell’Anci.

“Abbiamo sempre condiviso, dunque – ha aggiunto il candidato sindaco di Catania –, l’idea oggi finalmente concretizzata dal presidente della Regione Rosario Crocetta e da chi lo ha sostenuto: quella di un organismo di secondo grado composto dai rappresentanti dei Comuni che ne fanno parte, sia che si tratti di libero consorzio, sia che si tratti di aree metropolitane. E questo è l’altro aspetto straordinariamente importante della legge: finalmente Catania, Palermo e Messina potranno avere un governo non più solo nell’ambito comunale. Adesso il problema delicato è come sarà attuata questa riforma, ma c’è tutto il tempo per studiare come realizzarla al meglio”.

 “Questa scelta innovativa – ha concluso Bianco – non deve preoccupare i dipendenti delle amministrazioni provinciali: un governo dell’area vasta è sempre necessario, si tratta solo di alleggerirne il peso politico e soprattutto i costi della politica. Ma le funzioni, ovviamente, restano. Quindi, nessuna smobilitazione: i dipendenti continueranno regolarmente a lavorare”.

 

Pubblicato in Notizie
Giovedì, 21 Marzo 2013 00:38

Ci metto la firma

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Spot I Catanesi vanno, prima di tutto, voluti bene

Endorsement 1  Angelo Villari, segretario provinciale Cgil, Filippo Cirolli, commissario provinciale Udc  , Angelo Mattone, segretario provinciale Uil, Salvo Calogero, segretario provinciale Democratici riformisti, Saro D'Agata, capogruppo Pd al Comune di Catania, Riccardo Galimberti, presidente Confcommercio Catania

Endorsement 2 Tiziana Lodato, attrice, Pierangelo Spadaro, responsabile organizzativo Sel Catania, Cetti Tuminia, preside Istituto Fontanarossa Librino, Orazio Licandro, Pdci-Rivoluzione civile, Angela Scarpulla, Comitato consumatori per Bianco, Giuseppe Caudo, segretariio provinciale Megafono

Perché votare Bianco - Pasquale Pistorio Il grande manager internazionale spiega come un grande leader può cambiare le sorti di Catania

Io voto Bianco perché - Daniele  Ha 23 anni e vuole una Catania pulita e pronta a rinascere. Per questo dichiara che voterà per Enzo Bianco sindaco nelle prossime elezioni amministrative

Io voto Bianco perché - I sostenitori del quartiere Fortino (1)   Un primo gruppo di interviste raccolte nel quartiere Fortino tra sostenitori di Enzo Bianco

Io voto Bianco perché - I sostenitori del quartiere Fortino (2)  Un secondo gruppo di interviste raccolte nel quartiere Fortino tra sostenitori di Enzo Bianco

Io voto Bianco perché - I sostenitori del Parco Falcone   Le interviste raccolte nel Parco Falcone, nel quartiere Sanzio, tra i sostenitori di di Enzo Bianco

Io voto Bianco perché - I sostenitori del quartiere San Giovanni Galermo (1)   Un primo gruppo di interviste raccolte nel quartiere San Giovanni Galermo tra sostenitori di Enzo Bianco

Io voto Bianco perché - I sostenitori del quartiere San Giovanni Galermo (2)   Il secondo gruppo di interviste raccolte nel quartiere San Giovanni Galermo tra sostenitori di Enzo Bianco

Io voto Bianco perché - I sostenitori del quartiere Librino   Interviste raccolte nel quartiere Librino tra sostenitori di Enzo Bianco

Io voto Bianco perché - I sostenitori del Villaggio Sant'Agata   Interviste raccolte nel Villaggio Sant'Agata tra sostenitori di Enzo Bianco

Pubblicato in Io voto bianco

La presidente Scarpulla: “La sua esperienza amministrativa e politica utile per affrontare i problemi legati al costo della vita e al rapporto fra cittadini e amministrazione”

CATANIA 20 marzo 2013 – E' stato costituito il comitato “Consumatori per Bianco sindaco per far rivivere Catania”. E', spiega, il presidente, Angela Scarpulla, ''un uomo di grande esperienza amministrativa e politica svolta in ambito territoriale e nazionale con incontestabili riscontri''. ''Perciò saprà sicuramente affrontare i gravi e complessi problemi della città ad ogni livello - aggiunge - difendendo gli interessi dei cittadini e rappresentando con forza, anche oltre i confini territoriali, le istanze dei catanesi onesti e di quanti, e sono tantissimi, hanno capacità e volontà di rimettere in moto il cammino di questa città all'insegna del lavoro e della legalità''. ''Con Bianco sindaco - sottolinea Scarpulla - faremo emergere le istanze dei consumatori catanesi per affrontare in maniera efficace i problemi legali al costo della vita ed al rapporto dei cittadini con le amministrazioni e con le grandi forze economiche. E' indispensabile dare voce alle richieste dei cittadini, rimaste per troppo tempo inascoltate - conclude Scarpulla - indipendentemente dalle condizioni economiche, culturali e sociali di ciascuno e porli in una condizione nuova riguardo alla tutela dei loro diritti''. 

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I temi: piano mobilità, turismo congressuale e crocieristico, Playa tutto l’anno, apertura Porto alla città, mercati storici e centri commerciali naturali, rispetto delle regole e legalità

Catania. 19 marzo 2013 - Lunga ed approfondita riunione di lavoro tra il sen. Enzo Bianco, candidato a sindaco di Catania, e i massimi rappresentanti catanesi di Rete imprese per l'Italia, Riccardo Galimberti (Presidente Confcommercio Catania), Francesco Sorbello (Vicedirettore Gen. Confcommercio Catania), Tonino Barone e Totò Bonura (rispettivamente presidente Confartigianato e direttore CNA), Enza Lombardo e Salvo Politino (Presidente e direttore Confsercenti), Dario Pistorio (Fipe), Nico Torrisi (Federalberghi), Ignazio Ragusa (Stabilimenti balneari), Franz Cannizzo (Bed and breakfast), Josè Recca (Presidente Giovani imprenditori di Confcommercio), Giovanni Saguto (Presidente Ascom Catania), Ugo Longobardo e Marzio D'Emilio (Direttivo Ascom), Pino Bulla (Assotir - Trasporti), Louis Laudònia (Resp. Centro Commerciale naturale Via Etnea). Nei locali della Confcommercio si è discusso delle patologie della città e di alcuni aspetti importanti, le cosiddette "idee bandiera", già condivise nel corso di precedenti incontri con le varie categorie: un piano per la mobilità realizzato per valorizzare i contenuti economici e commerciali della città; una "città aperta, sempre fruibile dove puntare sul turismo, in particolare quello di qualità, congressuale e croceristico; un piano dei mercati storici, soprattutto piazza Carlo Alberto; dialogo ed ascolto preventivo tra amministrazione comunale e categorie; incentivazione del rispetto delle regole e il rientro nella legalità; la “Playa sempre” da rendere fruibile tutto l'anno; la trasparenza amministrativa e la diminuzione drastica dei fitti passivi; apertura del porto alla città; la valorizzazione finalmente concreta dei centri commerciali naturali. I rappresentanti delle categorie ed Enzo Bianco hanno pienamente condiviso la necessità di un confronto sempre più approfondito attraverso una visione chiara delle tante risorse che Catania già possiede, dal mare all'architettura fino alle capacità imprenditoriali, e degli interventi realizzabili nel prossimo quinquennio per la "città che verrà".

 

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Lunedì, 18 Marzo 2013 15:10

Fotoalbum

Con Bianco, Il Pane Quotidiano.

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